Un crac esistenziale, bancarotta
con fraudolenta mente, dolcemente
hai riportato in pari. Io, tenente
nulla in quanto a sentimenti, interrotta
la rapida via di fuga, la frotta
dei creditori alle calcagna, niente
al saldo possedevo. Oscuramente
pensavo e con sollievo alla ridotta
risorsa dei miei anni. Con un solo
anno amoroso, mio risanamento,
hai messo i conti a posto, il tuo ruolo
è stato un vero commissariamento
d¨urgenza del mio cuore, dal vetriolo
sfigurato, sbatacchiato dal vento.

I tre corpi che amo nel mio letto
stanno ammucchiati come in un cestino
stanno ammucchiati i cuccioli. Io fino
ad ora tarda resto sveglio. Oggetto
diletto dello sguardo il fazzoletto
di bianco che li chiude, il giallino
delle federe. Le veglio. Mi chino
per sentire il profumo del terzetto.
Senza voce, dietro alle colline
alla finestra brucia un temporale.
Non credo che la notte avrà mai fine,
certo sarà per sempre, sempre uguale,
questo tempo di madre e di bambine,
questa gioia che alla gola m¨assale.

E¨ la guerra la regola del gioco,
è la guerra che tra i sessi in amore
mette a prova le forze nelle ore
del combattimento, del coprifuoco.
Il tuo giovane corpo aizza al fuoco
della battaglia animosa, al furore
delle labbra e dei denti, mia kore
venuta dall¨Oriente, mio croco.
Nell¨ombra iridescente un carnevale
di mosse e contromosse perché è tale
la dinamica stretta degli affondi
che ai miei tiri di punta tu rispondi
col perizia infallibile, al mio roco
^ho vinto ̄ con un ^sono tua ̄ più fioco.