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JAUFRE' RUDEL
QUAN LO RIUS DE LA FONTANA
l’acqua
del ruscello si fa limpida,
la rosa
di selva schiude i petali,
l’usignolo modula, tra i rami,
dolcemente il suo canto, lo leviga,
lo
innalza, svariando in mille modi.
Questo
è il tempo: anch’io voglio cantare.
E’ in
terra lontana l’amor mio,
e per
lei mi duole forte il cuore.
Non c’è
rimedio alcuno: non posso
accorrere al suo dolce richiamo,
non
posso, adescato dall’amore,
starmene in giardino o tra tendaggi
con la
donna del mio desiderio.
Non
potendola avere vicina,
aumenta
dentro il fuoco d’amore,
perché
Dio non volle in questo mondo,
cristiana o giudea o saracena,
una
donna altrettanto gentile.
Ed è
proprio un gran dono del Cielo
ottenere un poco del suo amore.
Non mi
dà mai tregua il desiderio
della
donna che mi sta nel cuore.
Sento
che la mia mente, rapita
dalla
folle bramosia, che punge
più di
una spina, nell’altalena
di
gioia e di dolore, vacilla.
Ma non
compiangetemi per questo.
Questi
miei versi non voglio scriverli
su
pergamena: al canto di Ugo
il
Bruno li affido, e di Filhol.
Voglio
che li ascoltino con gioia
quelli
del Berry e di Poitiers,
quelli
di Guyenne e di Bretagna,
nella
semplice lingua romanza.
Jaufré
Rudel
(Blaye
1130 ca. - 1170 ca.)
50
POESIE DELL'ANTICA PROVENZA
trad. Nazzareno Luigi Todarello
LATORRE editore, 2008
Voce Nazzareno Luigi Todarello
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