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GIOVANNI RABONI
Imitazione
Ombra ferita, anima che
vieni
Che in tutto fra tutte
suprema sia
Cerco
qualche volta di immaginare
Voce Nazzareno Luigi Todarello
IMITAZIONE

Hanno
gli squamosi, guizzanti pesci, giù
nelle
loro dimore senza fuoco
notizia
del calar della notte? Forse no.
Ma chi
in terra cammina
e tutti
coloro cui le penne
danno la
piena libertà del cielo
mutano
modi all’imbrunire,
dando
retta ciascuno ad una sua
curiosità di specie. Più comune è che il moto
s’attenui, e gli altri sensi, ma non mancano
stravaganti eccezioni: così il gatto
e il
gufo, non appena
cede il
giorno alle tenebre, più grandi
fanno i
loro pensieri, e per dar vita
o
toglierla
si
mettono in cammino.
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VENTAGLI
E ALTRE IMITAZIONI
Nuova Editrice Magenta, 1999

Ombra ferita, anima che vieni
zoppicando, strisciando dal
tuo fioco
asilo a cercare nei sogni il
poco
che rosicchio per te
all’andirivieni
dei risvegli e degli incubi,
agli osceni
cortei delle sciarade, così
poco
che qualche volta quando
arrivi il fuoco
è già spento, divelte le
imposte, pieni
di insulsi intrusi o infidi
replicanti
l’immensità della cucina, il
banco
di scuola, il letto, dammi
tempo, non
svanire, il tempo di chiudere
i tanti
conti vergognosi in sospeso
con
loro prima di stendermi al
tuo fianco.
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OGNI TERZO PENSIERO
Mondadori, 1993

Che
in tutto fra tutte suprema sia
la
legge del mercato, che a lei deva
subordinarsi restando utopia
per
sempre tutto quello che solleva
l'uomo da se stesso sembra alla mia
mente quasi incredibile. Ma alleva
menti per crederci l'economia
trionfante, fa che ciascuna s'imbeva
di
quel credo miserabile e creda
a
esso fieramente come al più santo
vangelo; e non ha scampo chi rimpianto
dell'altro s'ostina finché non ceda
di
schianto il cuore a provare e di noia
trema dove per altri è ottusa gioia.
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OGNI TERZO PENSIERO
Mondadori, 1993
Cerco qualche volta di immaginare
la felicità, mia e dei morti,
e mi sembra
che sia la vita. Forse perché
chiare
nella luce che già un po' s'insettembra
sono adesso le cose e a meno
amare
vertigini trascina e tanta
assembra
più pazienza, più requie il
declinare
del tempo è come se da queste
membra
arse e dilaniate l'immensa
salma
del mondo risorgesse in una
calma
radiosa e stesse al cuore
assaporare
l'infinito dolcissimo
ritardo
del bene, e sentire l'Olona e
l'Ardo
per come si chiamano
risuonare.
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OGNI TERZO PENSIERO
Mondadori, 1993
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